Projet Erasmus+: Des jeunes Européens qui font l'histoire

Le projet « Des jeunes Européens qui font l’histoire » a pour thématique l’engagement des jeunes dans l’histoire contemporaine de l’Europe. Un engagement qui a permis à la démocratie de s’imposer en Europe. Ce sont environ 300 élèves de 15 à 18 ans qui participeront activement au projet dans 5 établissements : Lycée Berthelot de Toulouse (France, é...

Project Journal


  • 27. Mai 2017 | 00.00 Uhr
    Benrath
    Schloß-Schüler drehen eine Doku
    Benrath. In einem Projekt setzen sich die Gymnasiasten mit dem Spanischen Bürgerkrieg auseinander. Von Marie Dawin
    An einem Projekt der besonderen Art arbeiten zurzeit die Schüler des Schloß-Gymnasiums. Denn sie sind Teil des Programms "Erasmus+", bei dem sie zusammen mit Jugendlichen aus Spanien, Frankreich, Italien und Litauen unter dem Motto "Junge Europäer machen Geschichte" die Thematik des Spanischen Bürgerkrieges behandeln.
    In verschiedenen Gruppen erarbeiten die Schüler drei Jahre lang unter anderem ein Theaterstück oder einen Dokumentarfilm. Dazu interviewen die Schüler auch den Wuppertaler Rainer Gießwein, dessen Vater seine Familie zurückließ, um im Spanischen Bürgerkrieg zu kämpfen. Das politische Engagement Arthur Gießweins beeindruckt die Teilnehmer. "Er hat aufgrund seiner Überzeugung sein Leben riskiert und für die Freiheit einer anderen Nation gekämpft. Es ist wichtig, sich zu engagieren. Deshalb nehme ich auch am Projekt teil", sagt Schüler Anass.
    Und auch für Schülerin Zoe ist der Einsatz ihrer Generation wichtig: "Wir können viel bewegen und sollten Interesse an aktuellen Geschehnissen zeigen." Insgesamt nehmen rund 300 Jugendliche an dem politischen Projekt teil. Als besonderes Highlight reisen die Schüler zu transnationalen Koordinations- und Arbeitstreffen in verschiedene Städte Europas. Im Dezember 2016 ging es für vier Schloß-Schüler nach Vilnius. Anfang Mai reisten die Schüler dann nach Portogruaro in Italien. Hier besuchten sie unter anderem jüdische Ghettos, Stätten des Widerstandes und ehemalige Konzentrationslager.
    Die Treffen führen auch dazu, dass sich die Denkweisen der Teilnehmer verändern, wie Clara Teichmann bestätigt: "Es hat mich überrascht, dass in Europa alle mit den selben Problemen zu kämpfen haben. Würden wir alle noch mehr zusammenhalten, könnten wir den Rassismus in Europa vielleicht bald besiegen." Auch Mitschüler Miro Pützer ist von den Reisen durch Europa begeistert: "Bisher wurde ich immer freundlich in die Gastfamilien aufgenommen. Wenn wir mehr miteinander reden würden, hätten wir vielleicht nicht so viel Angst vor Fremden." Das große Interesse der Schüler freut auch Lehrer Heinz Werner, der das Projekt koordiniert. Für ihn ist es wichtig, den jungen Europäern das Engagement ihrer Vorfahren gegen Diktatur und Faschismus näher zu bringen. "Es ist schön, dass so viele Jugendliche zusammen am gleichen Thema arbeiten. Wir hoffen, dass wir so auch die Ausdrucksfähigkeit der Schüler fördern können", sagt Werner.
    Ihren fertigen Dokumentarfilm präsentieren die Schüler voraussichtlich 2019 in Toulouse anlässlich des 80. Gedenkjahres zum Ende des Spanischen Bürgerkrieges.
    Quelle: RP


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    - Posted by Claudia Scheffler, 31.05.2017


  • Remise des Europass, jeudi 18 mai au Lycée Berthelot !
    "Je vais peut-être faire exprès de louper mon bac pour continuer le projet l’année prochaine !" Cet élève de Terminale au lycée Berthelot de Toulouse ne parle pas sérieusement. Mais sa blague illustre l'enthousiasme des lycéens qui participent au projet Erasmus+ : Des Jeunes européens qui font l'histoire.
    Ce projet à l'initiative du lycée toulousain fédère quatre autres établissements scolaires, un italien, un lituanien, un allemand et un espagnol autour du thème de l'engagement. Et jeudi soir, ils étaient près de 120 dans le self du lycée Berthelot. 120 pour célébrer la première année du projet Erasmus+ . 120 pour une remise de diplôme, non pas à l'américaine, mais à l'européenne.
    Les élèves et les enseignants Erasmus+ ont reçu les Europass. Un diplôme reconnu dans tous les pays de l'Union européenne certifiant des compétences acquises grâce au projet. Communication orale, travail en équipe, collaboration multiculturelle, échanges en anglais... Pour les élèves qui se confronteront très bientôt au monde du travail, c'est une valeur ajoutée sur leur CV.
    Le projet Des Jeunes européens qui font l'histoire se déroulera encore sur deux ans. Jusqu'en 2019, les lycéens des 5 pays vont poursuivre la réalisation d'un film documentaire, de plusieurs créations théâtrales et d'un ciné club. Quatre réunions transnationales réunissant les élèves du projet sont prévues, avec un point final à Toulouse en mai 2019, lors des célébrations des 80 ans de l'exil des Républicains espagnols.
    HUB RÉDACTION
    La Dépêche du Midi
    Publié le 19/05/2017 à 20:18


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    - Posted by Nadine Guibbal-Munch, 22.05.2017


  • This article is about the meeting at Casa del Cinema, Venice, which is an essay cine-club.
    At the meeting four of our classmates of the cine-club group introduced to some of the regular venician viewers and to some of us the aim of our Erasmus+ project and how they worked during this first year of the project. Then, they introduced the first film documentary they saw about the Spanish Civil war: "No Pasaran" by Jean-Jacques Vierne. In the documetary the action takes place during the Spanish Civil War. A Soviet soldier joins the international brigades to fight against the falangista, but it finishes by leaving the brigades for love. He is then captured by the Anarchists and shot.



    Day in Venice - Erasmusplus diary
    Dopo una mattinata trascorsa visitando i luoghi più significativi di Venezia, alle 17.00 ci siamo recati presso la Casa del cinema, poiché, all'interno del progetto "Erasmus+", il gruppo di Cineforum aveva il compito di presentare il primo lavoro inerente il film "No Pasaran".

    Dopo l'ansia espressa con le lacrime di qualcuno e i sorrisi di qualcun altro, Claudia, Giorgia, Chiara e Daria hanno illustrato il loro lavoro a noi ragazzi del "gruppo teatro" e ai veneziani presenti, spiegando le ragioni della scelta del film, le tematiche affrontate e il metodo di analisi del documentario. "No Pasaran" è un'opera costituita prevalentemente da immagini, che rendono la comunicazione semplice e universale; racconta con sguardo oggettivo la storia vera dei giovani combattenti, legati tutti dallo stesso ideale di libertà. E così, tra complimenti e sorrisi, le quattro ragazze ci hanno insegnato come un semplice film nasconda significati molto più profondi, che vanno espressi, interpretati e resi di nuovo attuali.


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    - Posted by Paola Franchi, 03.05.2017


  • Castions di Strada, 22 febbraio 2017
    Scritto da Martina Battistutta il 05 Marzo 2017.
     http://cdn.marcobelli.org/images/blog/2017/03/castions-erasmus-gruppo.JPG

    Talvolta i libri di storia possono non essere efficaci come i racconti di un testimone che la storia l’ha realmente vissuta.
    La storia… quanto è importante! Ce lo dicono sin da quando eravamo piccoli. Noi ragazzi del XXI secolo cresciamo imparando la storia sui libri, “mattoni” di 400 pagine, spesso noiosi e prolissi. Guerre, rivoluzioni, impegno politico… cosa ne sappiamo noi giovani, che spesso non siamo nemmeno a conoscenza di come si sta evolvendo la situazione politica del nostro Paese? 
    Il fatto è che non ce ne interessiamo, e lasciamo che i fatti avvengano senza curarcene minimamente. Siamo disinteressati nei confronti della politica, non sappiamo niente di diritti, di doveri, facciamo fatica a seguire i telegiornali o a leggere qualche quotidiano. Il problema è che siamo sempre stati abituati a leggere la storia, del passato e del presente, in maniera passiva. Forse, per alcuni di noi, il 22 febbraio qualcosa è cambiato. Se la storia ti viene raccontata dal figlio di un uomo che ha combattuto al fronte spagnolo contro la tirannia di Franco cambia tutto.
    Esatto, proprio il figlio di un combattente, un brigadista internazionale: un ragazzo di nazionalità italiana che sin dai primi albori della sua giovinezza, a 16 anni, ha mostrato interesse riguardo la politica. Il suo nome è Giordano Giovanni Stroppolo e oggi, in un piccolo paesino friulano, Castions di Strada, suo figlio Bruno ci ha raccontato la storia di suo padre.
    Partiti da Portogruaro assieme ai professori Franchi e Pellarin e alla regista francese Elodie, che ci aiuterà nella realizzazione del film-documentario per il progetto che stiamo coltivando, Erasmus+, siamo stati accolti dal nostro testimone Bruno Stroppolo nella casa dei suoi familiari a Castions. L’accoglienza è stata eccezionale: la famiglia del signor Bruno è stata gentilissima sin dal principio e si è messa a disposizione per qualsiasi evenienza.                                                                                                    
    Nella casa della famiglia Stroppolo il nostro compito per quel giorno era quello di filmare un’intervista al nostro testimone Bruno, un signore sulla settantina, sorprendentemente brillante e spiritoso, venuto apposta da Parigi soltanto per la realizzazione di questa intervista. Con sé Bruno ha portato la moglie e documenti, opere, libri che ha raccolto in 10 anni, scavando tra gli archivi del padre, combattente di guerra. È stato impressionante vedere con quanta dedizione il nostro testimone ci raccontava, in un italiano un po’ improvvisato, della storia di ogni singolo documento. Opere artistiche, ritratti, sculture, pezzi teatrali, l’inno fascista “Giovinezza” riscritto dal padre in chiave pacifista quando aveva solo 16 anni… Questa è solo una minima parte di tutto il tesoro che Bruno ha raccolto negli anni e che ci ha mostrato con passione e amore. L’intervista, durata circa due ore, è stata ricca di racconti ed emozioni, tanto che il signor Bruno si è lasciato andare qualche volta alla commozione.
    A mezzogiorno siamo stati invitati dalla signora che vive nella casa accanto e ci hanno offerto il pranzo. È stato un momento gioioso e sereno, in cui non sono di certo mancate le risate.
    Nel pomeriggio abbiamo svolto un’altra intervista e poi, a seguire, ci siamo recati tutti insieme alla sala Consiliare del Comune di Castions; in quell’ora spesa attorno al tavolo della Giunta, proprio come i veri politici, noi ragazzi assieme al sindaco, i professori, la famiglia di Stroppolo e una giornalista, invitata per l’occasione, ci siamo scambiati idee e opinioni, emozioni e considerazioni sull'esperienza vissuta la mattina, ma anche su questioni legate all'attualità.
    Insomma, una giornata sicuramente molto diversa dalle altre, in cui abbiamo appreso l’importanza delle righe che leggiamo nei nostri libri di testo. Di certo quest’esperienza ci servirà molto: abbiamo conosciuto persone splendide e ascoltato racconti di valore inestimabile; la testimonianza del signor Bruno ci ha fatto inoltre riflettere a lungo sulla nostra relazione con l’impegno politico e ci ha offerto una buona base di partenza da cui cominciare a costruire la nostra coscienza e il nostro impegno da cittadini italiani ed europei.
    - Posted by Paola Franchi, 21.03.2017


  • "Des jeunes Européens qui font l'Histoire" dans la Presse régionale !
    La Dépêche du Midi. TOULOUSE, mercredi 26 janvier 2017. Fleur OLAGNIER, journaliste.

    Les élèves du lycée Berthelot, dont les portes ouvertes ont lieu samedi 28 janvier, participent à un programme unique labellisé Erasmus +. En perspective, trois ans de recherches et création avec des adolescents italiens, espagnols, allemands et lituaniens sur le thème de l'engagement. Films, théâtre et voyages dans toute l'Europe sont au programme.

    « L'objectif de ce projet est de mettre en relation deux générations : celle de nos grands-parents et la nôtre, à travers l'engagement politique et social», éclaire Thalia, élève en 1re européenne Espagnol au lycée Berthelot. « Pour cela, nous allons interviewer six anciens qui avaient notre âge dans les années 1930, ou leurs descendants. Ils sont originaires d'Italie, Espagne, France, Lituanie ou Allemagne, et nous cherchons à comprendre les motivations qui les ont poussés à s'engager dans la guerre d'Espagne ou la seconde guerre mondiale», ajoute sa camarade Luana.

    Ce projet, intitulé «Des jeunes Européens qui font l'histoire », a été conçu par des enseignants du lycée Berthelot pendant plus d'un an et sélectionné par l'agence Erasmus + en septembre dernier. Une chance, quand on sait que seuls 10 % des dossiers sont retenus pour être financés. Ainsi, les 14 lycéens de la classe européenne auront la chance de travailler en Italie et Lituanie dans le cadre des réunions bisannuelles sur l'avancement de la première année du projet.

    Un projet qui réunit 600 jeunes

    « La beauté de cette initiative est de faire travailler 600 adolescents aux cultures parfois très différentes autour d'un même sujet. Pendant trois ans, trois générations d'élèves de 1ères vont se succéder dans chacun des cinq pays participants, pour faire vivre des ateliers théâtre, un ciné-club et produire un seul et même documentaire vidéo. Ce dernier montrera le regard que peuvent porter de jeunes Européens d’aujourd’hui vis-à-vis de l’engagement de leurs prédécesseurs contre le fascisme dans les années 30-40», explique Olivier Husson, professeur d'histoire et géographie et coordinateur de l'aventure. « Nous espérons développer des compétences scolaires, comme l’expression ou le travail en groupe, grâce à des activités qui ne soient pas purement scolaires ».

    Au mois de janvier, trois élèves du lycée Berthelot, préalablement formés aux techniques de l'interview par une réalisatrice toulousaine, ont rencontré Patricio, 96 ans, à Alicante dans le sud-est de l'Espagne. Ce Valencien a passé la première partie de sa vie à Genève mais, à 17 ans, a choisi de rentrer au pays pour combattre les troupes du général Franco pendant la guerre d'Espagne (1936-1939). « J'ai réellement été surpris par sa volonté, il aurait vraiment tout donné pour le camp Républicain alors qu'aujourd'hui, les jeunes s'impliquent de manière beaucoup moins franche dans la vie politique et sociale», commente Paolo.
    "Avant tout le monde avait un ennemi commun mais maintenant je ne perçois pas vraiment de cause pour laquelle j'aimerais m'engager ».

    Découvrir d'autres cultures

    Mais le programme fait évoluer les mentalités. En décembre, quatre lycéens de Berthelot sont partis visiter la Lituanie. Une véritable découverte : « Personnellement, je n'étais pas très impliquée au début du projet. Mais rencontrer les Lituaniens m'a fait me rendre compte qu'à l'autre bout de l'Europe des élèves s'investissent sur le même sujet que nous et ça m'a motivée », raconte Juliette. « En plus, nous avons vraiment découvert des jeunes avec une façon de penser très différente. Leur conception de l’engagement est encore marquée par la période de l’occupation soviétique», renchérit Luana.

    Au mois de mai, les adolescents partiront en Italie, pour faire le point sur leur année de travail. « J'espère qu'à la fin, ils seront tous sensibilisés à la question de l'engagement et réaliseront l'importance de s'impliquer dans la vie politique et sociale du pays pour faire vivre la démocratie dont nous avons hérité », confie M. Husson. À travers les portraits filmés des volontaires engagés dans les guerres des années 30-40, et de leurs descendants, les jeunes et leur professeur espèrent mettre en lumière la continuité d'un engagement contre le fascisme qui a traversé les âges, de la guerre d'Espagne à la seconde guerre mondiale. Leur documentaire de 52 min qui pourrait bien être diffusé au festival Cinespaña 2019 et à la Cinémathèque de Barcelone.

    http://www.ladepeche.fr/article/2017/01/23/2502414-programme-erasmus-les-lyceens-de-berthelot-sillonent-l-europe.html


    Article E+_Depeche_janvier2017.docx

    - Posted by Nadine Guibbal-Munch, 30.01.2017